superbonus 110%

Nella seduta del 16 luglio il Senato ha rinnovato la fiducia al Governo sul decreto rilancio già licenziato dalla Camera senza ulteriori modifiche che diventa così legge dello stato. E’ quindi stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale la legge 17 luglio 2020, n. 77, di conversione con modifiche del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. decreto Rilancio), recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Viene esteso l’utilizzo alle seconde case e viene confermato il superbonus 110% anche per interventi di cui all’articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013 sisma bonus e all’articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013  ecobonus. Grande novità del decreto superbonus 110% è la possibilità di optare per lo sconto diretto in fattura e la cessione del credito. Molte sono le opere che possono rientrare nel superbonus 110% e possono essere suddivise tra interventi trainanti, che fruiscono direttamente del superbonus e interventi trainati che godono del superbonus 110% solo se effettuate contestualmente a interventi trainanti.

Determinante per l’ecobonus sarà il miglioramento, ove possibile,  di almeno due classi energetiche da dimostrare attraverso l’asseverazione  prodotta da tecnico abilitato comprendente attestatato di prestazione energetica prima e dopo l’intervento.

Per la cessione del credito sono poi necessari ulteriori adempimenti comprendenti progetti, asseverazioni, e attestati di congruità delle spese rilasciati da professionisti abilitati, il tutto condito da visto di conformità che attesti la sussistenza dei presupposti  rilasciato da soggetto incaricato della trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) o da responsabile dell’assistenza fiscale dei CAF.

L’agenzia delle entrate, in attesa di ulteriori indicazioni ha predisposto la Guida Superbonus 110%

Diventa a questo punto pressochè indispensabile affidarsi a professionista che verifichi a priori la reale possibilità di ottenere i benefici.

 

 

 

 

norme generali D.M. 37/2008

D.M. 37/2008

La legislazione sulla sicurezza degli impianti parte da lontano. Nel 1968 viene promulgata la legge 186 “Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici” ma bisogna arrivare al 1990 perchè veda la luce la legge 46/90 e il 1991 quando viene pubblicato il relativo decreto di attuazione, viene così introdotta l’abilitazione a installare gli impianti e la dichiarazione di conformità degli stessi che viene rilasciata dal tecnico abilitato esclusivamente in seguito alla posa o all’aggiornamento di un impianto.

Il D.M.37/2008 è il naturale sviluppo e aggiornamento della precedente legge 46/1990 e introduce oltre alla dichiarazione di conformità la dichiarazione di rispondenza utile per coloro che debbono dimostrare la correttezza di un impianto esistente per il quale non sia più reperibile l’originale dichiarazione di conformità.
Senza riscrivere l’intero testo della legge riporto quali sono i capi salienti:

Art. 1. Ambito di applicazion

1 Il presente decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l’impianto e’ connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.

2 Gli impianti di cui al comma 1 sono classificati come segue:

  1. impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonche’ gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere;
  2. impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;
  3. impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;
  4. impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
  5. impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;
  6. impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;
  7. impianti di protezione antincendio.
[…]

Art. 5. Progettazione degli impianti

1. Per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettere a), b), c), d), e), g), e’ redatto un progetto. Fatta salva l’osservanza delle normative piu’ rigorose in materia di progettazione, nei casi indicati al comma 2, il progetto e’ redatto da un professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta mentre, negli altri casi, il progetto, come specificato all’articolo 7, comma 2, e’ redatto, in alternativa, dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

2. Il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento, e’ redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste, nei seguenti casi:

  1. impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unita’ abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o per utenze domestiche di singole unita’ abitative di superficie superiore a 400 mq;
  2. […]
  3. impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), relativi agli immobili adibiti ad attivita’ produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o qualora la superficie superi i 200 mq;
  4.  impianti elettrici relativi ad unita’ immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI,[..]
  5.  impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), relativi agli impianti elettronici in genere quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione;
  6. impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), dotati di canne fumarie collettive ramificate, nonche’ impianti di climatizzazione per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialita’ frigorifera pari o superiore a 40.000 frigorie/ora;
  7. impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera e), relativi alla distribuzione e l’utilizzazione di gas combustibili con portata termica superiore a 50 kw o dotati di canne fumarie collettive ramificate,
  8. impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), se sono inseriti in un’attivita’ soggetta al rilascio del certificato prevenzione incendi e, comunque, quando gli idranti sono in numero pari o superiore a 4 o gli apparecchi di rilevamento sono in numero pari o superiore a 10.
[…]

Art. 7. Dichiarazione di conformita

1. Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalita’ dell’impianto, l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformita’ degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all’articolo 6. Di tale dichiarazione, resa sulla base del modello di cui all’allegato I, fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonche’ il progetto di cui all’articolo 5.[…][…]

6. Nel caso in cui la dichiarazione di conformita’ prevista dal presente articolo, salvo quanto previsto all’articolo 15, non sia stata prodotta o non sia piu’ reperibile, tale atto e’ sostituito – per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del presente decreto – da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste,[…]

Art. 8. Obblighi del committente o del proprietario

  1. Il committente e’ tenuto ad affidare i lavori di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione straordinaria degli impianti indicati all’articolo 1, comma 2, ad imprese abilitate ai sensi dell’articolo 3.
  2. Il proprietario dell’impianto adotta le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dall’impresa installatrice dell’impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate. Resta ferma la responsabilita’ delle aziende fornitrici o distributrici, per le parti dell’impianto e delle relative componenti tecniche da loro installate o gestite.[…]

Testo

bonus fiscale per ristrutturazione edilizia

BONUS FISCALE PER LE RISTRUTTURAZIONI

Come abbiamo visto in altro articolo sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie e per le ristrutturazioni edilizie è applicata l’iva al 10%. ma non è l’unico incentivo in vigore per gli interventi sulle proprietà immobiliari. E’ stato infatti prorogato con la legge di stabilità 2016 il bonus fiscale per gli interventi di manutenzione straordinaria e le ristrutturazioni sugli appartamenti e sulle parti comuni degli edifici a prevalente uso residenziale. Il limite di spesa agevolata è di 96000€ per ogni unità immobiliare ed è utilizzabile per l’abbattimento dell’imposta a carico delle persone fisiche che sostengono le spese relative agli interventi sugli immobili qualora ne siano proprietari o nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento (es usufrutto), locatari o comodatari, soci di cooperative, imprenditori individuali, per i soli immobili che non siano beni strumentali o oggetto dell’impresa. Può applicare la detrazione anche il familiare convivente  dell’immobile oggetto dell’intervento, purché ne sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

L’agevolazione consiste nella detrazione dal reddito imponibile del 50% delle spese sostenute suddivisa in dieci rate da applicare nell’anno in cui si è effettuata la spesa e negli anni successivi nel limite dell’imposta dovuta. Sono ammessi alla detrazione gli importi spesi per:

  1. interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali (lettere  a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).
  2. interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo, per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001
  3. interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza
  4. Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune.
  5. interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi,  alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi
  6. Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi
  7. Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.
  8. Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia.
  9. Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche
  10. Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale , da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma
  • codice fiscale del/dei beneficiari della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento

scarico fumi a parete

scarico fumi in parete
 

La possibilità di scaricare direttamente in parete i composti della combustione di una caldaia per riscaldamento è disciplinata dal

Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412
Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10,

 modificato dalla legge n. 90 del 2013 e dal d.lgs. n. 102 del 2014

Così all’art. 5 comma 9 e seguenti troviamo scritto

9  Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell’edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente.
(comma così sostituito all’art. 17-bis della legge n. 90 del 2013)

9-bis. E’ possibile derogare a quanto stabilito dal comma 9 nei casi in cui: 
(comma introdotto all’art. 17-bis della legge n. 90 del 2013)

  1. a) si procede, anche nell’ambito di una riqualificazione energetica dell’impianto termico, alla sostituzione di generatori di calore individuali che risultano installati in data antecedente a quella di cui al comma 9, con scarico a parete o in canna collettiva ramificata;
    b) l’adempimento dell’obbligo di cui al comma 9 risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici oggetto dell’intervento, adottate a livello nazionale, regionale o comunale;
    c) il progettista attesta e assevera l’impossibilità tecnica a realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto. 
    d) si procede alle ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell’edificio, funzionali e idonei o comunque adeguabili alla applicazione di apparecchi a condensazione; 
    (lettera aggiunta dall’art. 14, comma 8, d.lgs. n. 102 del 2014)
    e) vengono installati uno o più generatori ibridi compatti, composti almeno da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore e dotati di specifica certificazione di prodotto. 
    (lettera aggiunta dall’art. 14, comma 8, d.lgs. n. 102 del 2014)

9-ter. Per accedere alle deroghe previste al comma 9-bis, è obbligatorio:

  1. nei casi di cui alla lettera a), installare generatori di calore a gas a camera stagna il cui rendimento sia superiore a quello previsto all’articolo 4, comma 6, lettera a), del d.P.R. del 2 aprile 2009, n. 59;
    ii. nei casi di cui alle lettere b), c), e d), installare generatori di calore a gas a condensazione i cui prodotti della combustione abbiano emissioni medie ponderate di ossidi di azoto non superiori a 70 mg/kWh, misurate secondo le norme di prodotto vigenti;
    iii. nel caso di cui alla lettera e), installare generatori di calore a gas a condensazione i cui prodotti della combustione abbiano emissioni medie ponderate di ossidi di azoto non superiori a 70 mg/kWh, misurate secondo le norme di prodotto vigenti, e pompe di calore il cui rendimento sia superiore a quello previsto all’articolo 4, comma 6, lettera b), del d.P.R. del 2 aprile 2009, n. 59; 
    iv. in tutti i casi, posizionare i terminali di scarico in conformità alla vigente norma tecnica UNI7129 e successive modifiche e integrazioni 
    (comma introdotto all’art. 17-bis della legge n. 90 del 2013, poi sostituito dall’art. 14, comma 9, d.lgs. n. 102 del 2014)

9-quater. I comuni adeguano i propri regolamenti alle disposizioni di cui ai commi 9, 9-bis e 9-ter. 
(comma introdotto all’art. 17-bis della legge n. 90 del 2013)

Una volta verificato che il nostro impianto ricade in uno dei casi precedenti sarà ancora necessario rispettare quanto indicato nella norma UNI CIG 7129 riguardo le distanze dalle aperture.

Esempio esplicativo
Sotto finestra 60cm
(laterale/orizzontale) a una finestra 40cm
Sotto apertura di areazione/ventilazione 60cm
Distanza in verticale con un altro terminale fumi 150cm
Adiacenza laterale/orizzontale a un altro terminale fumi 100cm
Sotto balcone 30cm
Fianco balcone 100cm
Dal suolo o alro piano di calpestio (es. pavimento balcone) 220cm
Da tubazioni o scarichi verticali o orizzontali (es. gronde) 30cm
Sotto gronda (del tetto) 30cm

IVA AGEVOLATA PER MANUTENZIONI

IVA AGEVOLATA

Sulla manutenzione ordinaria e straordinaria.
I governi italiani hanno introdotto diverse agevolazioni fiscali che si sono stratificate tra le quali l’iva agevolata al 10%  per interventi di recupero del patrimonio edilizio sugli immobili residenziali. Inizialmente pensata per il solo anno 2000 è poi stata prorogata negli gli anni ed alla fine è stata resa strutturale. Entrando nel dettaglio  l’iva agevolata è estesa a tutti i lavori di recupero edilizio  su fabbricati destinati prevalentemente a una funzione abitativa privata. Queste sono  intese singole unità immobiliari a destinazione abitativa a prescindere dall’utilizzo (categorie catastali da A1 ad A11, esclusa l’A10), e relative pertinenze e interi fabbricati con più del 50 per cento della superficie dei piani sopra terra destinati ad abitazione privata. Gli interventi di recupero  sono definite nel testo unico per l’edilizia all’art 3

“Ai fini del presente testo unico si intendono per:

a) “interventi di manutenzione ordinaria”, gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b)  “interventi di manutenzione straordinaria”, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione di uso
c) interventi di restauro e di risanamento conservativo”, gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
d) “interventi di ristrutturazione edilizia”, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente; […]”.
In questa sede ci occupiamo solamente delle manutenzioni ordinarie e straordinarie lasciando la trattazione sul restauro e la ristrutturazione ad altro articolo.I lavori sono generalmente eseguiti sulla base di un contratto d’appalto così come definito nel codice civile e che, potendo essere redatto anche in forma verbale,  prevede normalmente anche la fornitura di beni. Questi sono essi stessi in parte assoggettati all’aliquota iva agevolata al 10%.Infatti il legislatore individua alcune categorie di beni definiti significativi che dovranno essere economicamente distinti dalla restante parte di appalto. Ai beni significativi l’iva al 10% sarà applicata solo fino a concorrenza della differenza tra il valore degli stessi ed il valore complessivo dell’intervento di recupero. Il D.M. 29.12.1999 così definisce i beni significativi:

ascensori e montacarichi;
infissi esterni ed interni;
caldaie;
video citofoni;
apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
sanitari e rubinetterie da bagno;
impianti di sicurezza.

Riassumendo, è necessario partire da alcune definizioni: l’intervento deve essere rivolto a fabbricato a prevalente destinazione abitativa privata.

L’intervento è di manutenzione ordinaria o straordinaria di restauro o di ristrutturazione Sono compresi servizi e i beni forniti nell’ambito dell’appalto

E’ necessario scorporare cosiddetti beni significativi

Sui beni significativi l’iva agevolata al 10% sarà applicata solo fino a concorrenza del valore dell’intervento di recupero al netto di quello dei beni stessi, per la parte eccedente sarà applicata l’aliquota ordinaria del 22%.

Per esemplificare

 

Appalto per sostituzione sanitari e rubinetteria

Valore operazione € 1250

Lavorazioni € 400

beni non significativi quali raccorderia € 50

beni significativi quali sanitari, rubinetteria € 800

 

E’ manutenzione ordinaria  quindi deve essere applicata l’aliquota agevolata al 10%

valore appalto € 1250- valore beni significativi € 800 =valore netto € 450

beni significativi € 800-valore netto €450= quota eccedente € 350

beni significativi € 800-quota eccedente € 350 = quota concorrente € 450

al valore netto ed alla quota concorrente viene applicata l’iva al 10% alla quota eccedente è applicata l’iva 22%.

(450+450)iva 10%

350 iva 22%

 

Appalto “chiavi in mano” per demolizione e ricostruzione di un bagno di una abitazione privata.

Valore dell’operazione € 4700 di cui

Lavorazioni edili idrauliche ed elettriche € 3400

beni non significativi quali rivestimenti € 500

beni significativi quali sanitari, rubinetteria € 800

 

E’ manutenzione ordinaria (secondo gli uffici tecnici di alcuni comuni è straordinaria se prevede la sostituzione delle tubature) quindi deve essere applicata l’aliquota agevolata al 10%

valore appalto € 4700- valore beni significativi € 800 =valore netto € 3900

il valore dei beni significativi è minore del valore netto

 

l’iva10% è applicata all’importo dell’intero appalto.

 

Rif legge 5 agosto 1978, n. 457, testo unico edilizia, legge 23 dicembre 1999 n.488, D.M. 29.12.1999

norme CEI

Normative CEI

Sono le norme emanate dal Comitato Elettrotecnico Italiano. Già con la legge 46/90 poi ripresa nel DM 37/2008 è stato imposta la costruzione degli impianti “secondo la regola dell’arte” questa non è meglio definita ma è esplicitamente osservata quando siano “realizzati in conformita’ alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo” 

Sono numerose ma quella che più ci interessa è la  64-8: Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua. Nella variante V3 introduce i livelli prestazionali minimi degli impianti elettrici nelle abitazioni. Trattandosi di prestazioni e no di sicurezza, è possibile derogare agli stessi ma solo a seguito di richiesta scritta del committente da allegare poi alla dichiarazione di conformità.